
In linea di massima sono quelle che vengono ora riproposte all'Umberto e che riguardano gli orari di ingresso, di uscita, le modalità dell'intervallo, dell'utilizzo degli spazi comuni della scuola. Insomma non si va avanti e indietro da un piano all'altro durante le ore di lezione e, tanto per togliere anche l'alibi del caffé, sarà installato un bar anche al secondo piano. Sbaglia chi crede che il rigore è riferito solo i ragazzi, poiché anche gli insegnanti (e tutto il personale scolastico) sono tenuti ad adottare un comportamento austero. Neanche loro possono allontanarsi dall'istituto durante le ore di lezione ' esclusa, dunque, la puntatina in caffetteria ' e il divieto di fumo in qualsiasi luogo dell'edificio scolastico non riguarda certo esclusivamente gli studenti. E che dire dei telefonini?
Vanno lasciati a casa, o perlomeno spenti. Pare che il preside abbia già pizzicato fumatori e telefonodipendenti nei corridoi e abbia già provveduto a stigmatizzare il loro comportamento duramente.
Ma non è tutto. L'Umberto non è solo un liceo dalla lunga e prestigiosa storia. E' anche il classico della città alta, delle ragazze che seguono la moda e che spesso non distinguono chiaramente la differenza fra abiti per la scuola e mise da discoteca. Insomma il preside (come aveva già fatto il suo predecessore) ha sottolineato una volta in più che pinocchietti, hot pants, jeans a vita bassa, scollature, vanno riservate ad appuntamenti extrascolastici. Per seguire le lezioni si deve volare più basso, limitarsi ad un abbigliamento sobrio. E questo vale anche per le insegnanti che devono rinunciare alla tentazione di scegliere abiti che non si addicono ad una professione tanto delicata.
I genitori per ora tentennano. In linea di massima sono d'accordo con una stretta di vite in linea con il rigore che si chiede ad un ragazzo che sceglie di frequentare il liceo classico. Ma in molti si chiedono se durerà. Anche se, a guidicare dal lavoro svolto da Ferrara al Genovesi, il nuovo preside interverrà con rigore anche su altri fronti fra cui quello, delicatissimo e controverso dell'occupazione.