Dopo Roma e Bari, gli organizzatori della kermesse, hanno confermato la tappa a Venezia. Ma dalla municipalità di Marghera, in prima linea il presidente di Rifondazione Renato Panciera, si è levato un altolà: «Quella manifestazione compromette il nostro lavoro anti-prostituzione». Dello stesso parere la Cgil donne. Il sindaco Cacciari ha così raccolto i malumori. Prima ha provato a traslocare la fiera al Terraglio scontrandosi con i residenti. Lunedì sera ha firmato un?ordinanza con la quale ha negato alla Geat Srl la licenza di pubblico intrattenimento. Le motivazioni del divieto: «tutelare le condizioni di vivibilità dell?abitato di Marghera» e scongiurare «un potenziale pericolo per la sicurezza urbana». Vale a dire: «La manifestazione ? si legge ? può attrarre numeroso pubblico. E per le sue peculiari caratteristiche, prevedendosi 'l?attiva partecipazione degli spettatori', è inevitabile l?attivazione di meccanismi di rimozione dei freni inibitori». Il riferimento va quindi alla «settantina di prostitute presenti nella stessa zona e nello stesso orario » della manifestazione. E agli alti costi del servizio di vigilanza «che resterebbe a carico dell?amministrazione comunale». L?ordinanza ha incassato le critiche degli «assessori rosa» della giunta Cacciari: da Laura Fincato a Mara Rumiz. Ma anche di Vladimir Luxuria, Tinto Brass. Quindi è stata impugnata dagli organizzatori che hanno presentato ricorso al Tar del Veneto puntando sul «ruolo di censore» assunto dal sindaco in base ai nuovi poteri: «L?ordinanza segna il passaggio dallo stato di diritto allo stato etico», ha affermato il portavoce Emilio Magliano.