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Via libera al festival hard

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Erotica 2009 andrà in scena. I tempi per un ricorso al Consi­glio di Stato non ci sono: «Trop­po intelligente, Cacciari, per in­filarsi poi in questa strada», ha detto l?assessore ai Lavori pub­blici Laura Fincato, parlando di «boomerang culturale». «Non capisco ma mi adeguo». Questa mattina Erotica 2009 si troverà però a dover affrontare l?esame di agibilità. Quindi a garantire alcune prescrizioni di ordine pubblico. «Ad esempio che l?uscita delle 'artiste' ? 'tra vir­golette', sottolinea Agostini ? non sia la stessa del pubblico». Come dire: la partita non è an­cora del tutto chiusa.
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Dopo Roma e Bari, gli organizzatori della ker­messe, hanno confermato la tappa a Venezia. Ma dalla muni­cipalità di Marghera, in prima linea il presidente di Rifonda­zione Renato Panciera, si è leva­to un altolà: «Quella manifesta­zione compromette il nostro la­voro anti-prostituzione». Dello stesso parere la Cgil donne. Il sindaco Cacciari ha così raccol­to i malumori. Prima ha prova­to a traslocare la fiera al Terra­glio scontrandosi con i residen­ti. Lunedì sera ha firmato un?or­dinanza con la quale ha negato alla Geat Srl la licenza di pubbli­co intrattenimento. Le motiva­zioni del divieto: «tutelare le condizioni di vivibilità dell?abi­tato di Marghera» e scongiura­re «un potenziale pericolo per la sicurezza urbana». Vale a di­re: «La manifestazione ? si leg­ge ? può attrarre numeroso pubblico. E per le sue peculiari caratteristiche, prevedendosi 'l?attiva partecipazione degli spettatori', è inevitabile l?attiva­zione di meccanismi di rimozio­ne dei freni inibitori». Il riferi­mento va quindi alla «settanti­na di prostitute presenti nella stessa zona e nello stesso ora­rio » della manifestazione. E agli alti costi del servizio di vigilan­za «che resterebbe a carico del­l?amministrazione comunale». L?ordinanza ha incassato le critiche degli «assessori rosa» della giunta Cacciari: da Laura Fincato a Mara Rumiz. Ma an­che di Vladimir Luxuria, Tinto Brass. Quindi è stata impugna­ta dagli organizzatori che han­no presentato ricorso al Tar del Veneto puntando sul «ruolo di censore» assunto dal sindaco in base ai nuovi poteri: «L?ordi­nanza segna il passaggio dallo stato di diritto allo stato etico», ha affermato il portavoce Emi­lio Magliano.

fonte:corriere.it